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SignorNò, Saai Maso e l’azione poetica per Fernando Eros Caro

Questo è il secondo bonifico che, a distanza di pochi mesi, inviamo a Fernando Eros Caro, nativo americano di ascendenza Yaqui, rinchiuso da 34 anni nel braccio della morte di San Quentin.

Grazie perciò a tutte le amiche e gli amici che hanno collaborato e sostenuto questi progetti e che hanno contribuito a trasformare la poesia in un sostegno concreto e tangibile.

Queste le parole che Marco Cinque ha usato per ringraziare tutti gli amici che hanno sostenuto la causa di Fernando Eros Caro. Infatti, come testimonia l’assegno che riportiamo qui sotto, grazie alle pubblicazioni SignorNò (che a breve ristamperemo) e Saai Maso, è stato possibile destinare i diritti d’autore a Fernando, raccogliendo una somma non indifferente da destinargli.

Bonifico Fernando Eros Caro

Questi soldi sono molto utili a Fernando Eros Caro perché, come dice spesso lo stesso Marco, lo spaccio del carcere vende prodotti ad un prezzo molto superiore rispetto a quello usuale, quindi anche comprare un francobollo per rispondere alle nostre lettere diventa impegnativo.

Fernando è rinchiuso nel braccio della morte di San Quentin da oltre trent’anni perché è stato accusato di duplice omicidio. Come scrive Marco nell’introduzione di Saai Maso:

“Se Gesù Cristo fosse nato indiano, come minimo, sarebbe stato condannato per pedofilia soltanto per aver detto “lasciate che i bambini vengano a me”, scriveva dal carcere il Sioux-Lakota James Weddel, ed è proprio il fatto di essere un “indiano” che ha reso Fernando, e tanti altri come lui, colpevole ancor prima di nascere. […]

Dal 1981 Fernando Eros Caro è prigioniero nel braccio della morte, per un duplice omicidio di cui si è sempre dichiarato innocente. Il suo avvocato d’ufficio fu incapace di offrire una difesa degna di questo nome, ma fu anche intimidito dalla situazione ambientale: il processo, infatti, si svolse nella contea di Fresno, dove risiede il quartier generale del Klu Klux Klan californiano. Il pubblico ministero nascose alcuni fatti alla giuria, composta solo da bianchi, e chiese di ignorare importanti prove a discarico; inoltre, sbarazzò la giuria dei giurati ispanici e amerindiani, in barba a una legge federale, e mentì dicendo che ci sarebbero state opzioni di pena.

Vogliamo unirci, così, ai ringraziamenti di Marco e far vedere a tutti coloro che hanno sostenuto questi progetti che l’obiettivo è stato centrato, siamo riusciti ad aiutare Fernando anche se si trova dall’altra parte dell’oceano, dentro un carcere di massima sicurezza. Questa è la prova che la poesia non ha confini e sa essere molto, estremamente concreta.